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 Serie 05

Rodoli 01


RODOLI. INSTRUMENTI E ATTI DI PUBBLICHE AUTORITÀ

1232-1569

Unità archivistiche: 141 documenti rilegati ex post in 2 voll.

La serie è costituita da due volumi di instrumenti e atti di pubbliche autorità, su supporto membranaceo, costituiti ex post.

Su entrambi i tomi è incollata un’etichetta cartacea con lo stemma dei genitori di s. Antonio.

In occasione probabilmente della costituzione dei due volumi furono realizzati anche due strumenti di corredo coevi [6.1 (51), 6.3 (48)], in cui i documenti sono stati trascritti in integrum, secondo una procedura all’epoca abbastanza diffusa, finalizzata a garantire una maggiore fruibilità e una migliore conservazione da parte del soggetto produttore. Questi due strumenti sono inseriti nella serie dei catastici. Il nome testuale della serie (“rodoli”) deriva dall’uso, allora corrente, di conservare arrotolati i documenti membranacei. Come di consueto, nel verso delle pergamene si trova qualche regesto coevo o posteriore, posto in posizione tale da consentire la conoscenza del contenuto senza bisogno di srotolare il documento.

La scelta conservativa degli archivisti settecenteschi, basata sulle caratteristiche del supporto e non sul contenuto dei documenti, ha indotto a procedere a una descrizione analitica, a livello di singola unità documentale. In tal modo, attraverso l’indice dei nomi, è possibile raccordare i documenti di questa serie con il resto dell’archivio, in particolare con la serie 11 – Processi.

Inventario a stampa, p. 213-221.

5.1 (154)

1232 giu. 15-1504 nov. 6

Instrumenti e atti di pubblica autorità

Volume costituito da 69 originali membr. cuciti insieme, di cui esiste copia nei catastici della serie 6

1. «Lettera di papa Gregorio IX per la canonizzazione di sant’Antonio» (1232 giu. 15)

sigillo plumbeo pendente

2. Bartolomeo Callegari, detto Merlo, beccaio, di Antonio prende possesso di alcune terre a Quartesana, distretto di Ferrara (1364 dic. 22)

3. Francesco Salgheri, rettore della Ca’ di Dio e custode dell’Arca, di Giacomo, dà in livello campi a Legnaro a Domenico, detto Rosso (1362 mag. 14)

4. Giacomo Argenti, notaio, in qualità di esecutore testamentario di Pietro Fabbri, vende le terre a Quartesana, distretto di Ferrara, a Bartolomeo Callegari, detto Merlo, beccaio, di Antonio, come da disposizioni testamentarie dello stesso Pietro Fabbri (1364 dic. 15); cfr. n. 5.1 (154).2

5. «Quietatione facta da domina Bona moglie et eredi di Bortolameo, detto Merlo, beccaro a Zuane drappiero» (1399 nov. 2); cfr. n. 5.1 (154).2, 4

6. Antonio, detto Tonino, q. Domenico, abitante a Scandaloro di Legnaro, vende a Vittore q. Biagio da Legnaro il dominio utile di alcune terre site a Scandaloro di Legnaro, distretto di Padova (1474 ago. 1°)

7. Copia del testamento di Giacomo da Arquà, datato 1385 nov. 9 (1475 gen. 5)

8. Ducale del doge Leonardo Loredan (1504 nov. 26)

strappi; filo di canapa conservato

9. «Dation in pagamento facta da Francesco da Carrara della villa d’Anguillara alla Veneranda Arca» (1405 giu. 16) [in effetti 17]

forature, sul verso sottoscrizione di Francesco Bacchi, catasticatore

10. Testamento di Bonmassaro q. Alboino, professore di grammatica (1405 ago. 3)

11. Testamento di Pietro da Casale (1405 ago. 8)

12. Bartolomeo Gastaldo q. Benedetto accusa ricevuta della dote della moglie Maria q. Bartolomeo (1466 mag. 8)

13. «Sentenza arbitraria» nella vertenza tra Giovanni q. (Berto) da Romano e Giacoma vedova del q. Giacomo da Romano (1411 giu. 4)

cc. non num. 3

14. Testamento di Antonia q. Pauxini da Lion della contrada di Santa Maria in Vanzo a Padova (1413 nov. 18)

15. Accordo compromissorio tra Giovanna q. çampaulo, speziale, vedova del q. Giovanni Celati, notaio, e moglie di Giacomo Breganelli, e Giacoma, figlia di Giovanni Celati e moglie di Guidotto, drappiere dall’altra parte (1418 dic. 8) forature e strappi

16. «Sentenza arbitraria» nella vertenza tra Giovanna q. çampaulo, speziale, vedova del q. Giovanni Celati, notaio, e moglie di Giacomo Breganelli, e Giacoma, figlia di Giovanni Celati e moglie di Guidotto, drappiere [seconda metà sec. XV]; cfr. n. 5.1 (154).15

17. «Confessio de libris octingentis tutorio nomine facta pro Ioanne filio domini Lodovici de Cortosiis» (1420 mar. 9)

18. A seguito della morte di Francesco, detto Ungarino, che aveva depositato 203 ducati in monete d’argento all’Arte della Lana, destinandoli alla Fabbrica di Sant’Antonio, le di lui sorelle Antonia, Mabilia e Maria consegnano detta somma a Ludovico Dal Legname, ufficiale della Fabbrica (1423 mag. 28)

19. «Investitura Çampauli. Tamen est correlatum alteri instrumento seu testamento in quo fuit beneficiata Veneranda Arca et plura alia sive rotula concorrentia» (1423 apr. 13); cfr. n. 5.1 (154).15-16

20. «Cessione de reverendi padri di ducati 203»: decisione del capitolo in merito alla destinazione di 203 ducati alla Fabbrica di Sant’Antonio da parte di Francesco, detto Ungarino (1422 lug. 14)

21. «Emptio camporum positorum in districtu et territorio Ferrariense que nihil spectat ad Archam: meo iuditio tamen dicitur que est in hereditate domine Lucie de Zocho, qui pervenit ad Archam beati Antonii» (1425 mar. 15)

22. Davanti al podestà di Padova, al tribunale del Sigillo, Matteo Bevilacqua q. Michele da Venezia dichiara di essere debitore di 170 ducati d’oro nei confronti di Andrea Capezola, Manfredo Spaza, Giovanni Zocchi e Giovanni Rossato, massari dell’Arca (1426 gen. 10)

23. «Instrumentum livelli domini Belfortis Spinellis»: investitura a livello di campi a favore di Belforte Spinelli (1426 nov. 29)

24. «Instrumentum cuiusdam livelli in territorio Ferrariense»: Nicolò di Antonio da Massa Fiscaglia, rettore e governatore della chiesa di San Clemente de Prunario, concede in livello a Bartolomeo Damiani q. Benevento alcuni campi siti in Ducati, distretto di Ferrara (1427 feb. 15)

25. «Particola testamenti Iohannis cohopertoris domorum» (1428 set. 12)

26. «Testamento di Andrea Capezola» q. Antonio (1429 lug. 18), qui al n. 22

27. «Locatio vallium Anguilarie»: i rappresentanti del convento del Santo locano a Rustichello Bonetti di Giovanni da Cavarzere alcune valli site in Anguillara (1430 giu. 17)

28. «Carta doctis domine Lucie de Zochis de Feraria» [Lucia Drappieri, moglie di Giacomo Zocchi] (1430 set. 30), qui al n. 21

forature

29. Testamento di Giacoma Zellati q. Giovanni e moglie di Guglielmo Drappieri, notaio in Ferrara (1432 set. 18)

30. Giacoma Zellati q. Giovanni e moglie di Guglielmo Drappieri, notaio, annulla il suo testamento rogato in data 1427 giu. 13 (1431 set. 21)

31. Codicilli al testamento di Giacoma Zellati q. Giovanni e moglie di Guglielmo Drappieri, notaio (1432 set. 18): in duplice copia, qui al n. 29-30

32. Pietro di Nicolò da Firenze, lapicida, promette solennemente ai provveditori dell’Arca di consegnare le otto colonne di marmo rosso tratte dalle cave di Sant’Ambrogio di Valpolicella e debitamente lavorate come da contratto, da collocare nel chiostro nuovo (1434 ago. 22)

33. Uberto Trappolini q. Lanzaroto e Francesco San Lazzaro q. Pietro, in veste di deputati alle entrate e spese dell’Arca, costituiscono loro procuratore Giacomo da Faenza, cimatore (1436 nov. 2)

34. Testamento di Antonia q. Bonifacio da San Vito e vedova di Pio da Brugine (1436 dic. 7)

35. Codicilli al testamento di Antonia da San Vito q. Bonifacio (1437 gen. 31), qui al n. 34

36. Testamento di Antonia q. Zaniolo Della Franca da Piove di Sacco (1437 apr. 15)

37. «Solutio per dominam Toscanam ducatorum 135 pro dimidio unius domum in contrata Ruthene empte a domina Magdalena de Sancta Sophia anno Christi 1439 die 25 septembris» (1439 set. 25)

38. «Possesso de beni in Villa Franca»: fra Giacomo da Padova, in veste di procuratore dell’Arca, prende possesso dei beni immobili siti in Villafranca (1439 nov. 23)

39. Testamento di Gigliola q. Pace, fisico, da Bassano e moglie di Benedetto q. Giovanni Valmarana (1440 mar. 18)

40. I procuratori dell’Arca costituiscono loro procuratore Daniele Beraldo da Padova (1440 set. 22)

41. Francesco Santa Sofia, procuratore di Maddalena Santa Sofia, vende metà di una casa nella contrada Rudena a Domenico da Castelfranco, procuratore della di lui zia Toscana moglie di Bartolomeo, orefice (1441 mar. 9), qui al n. 38

42. Testamento di Caterina Pasini q. Giacomo e moglie di Pietro Massinenti (1441 set. 12)

43. Lucia Drappieri, figlia della q. Giacoma e di Guglielmo Drappieri, notaio in Ferrara, moglie di Giacomo Zocchi da Ferrara, eseguendo le ultime volontà della madre, consegna a titolo di legato testamentario al notaio Andrea Olivieri da Ferrara 100 lire perché le dia agli enti ecclesiastici designati dalla testatrice (1442 ott. 26); cfr. n. 5.1 (154).28

44. Testamento di Antonio Brocco di Bartolomeo (1444 apr. 5)

45. I provveditori dell’Arca consegnano ai massari una somma di denaro derivante da fitti delle valli in Anguillara (1445 dic. 15)

46. «Sententia circa il fatto dell’osteria d’Anguillara» (1445 dic. 17)

47. «Instrumentum venditionis terrarum vineatarum et terrarum positarum in villa Tituli et cetera. Que fuerunt de benis q. domine Antonie olim uxoris ser Pii de Brudigine Omnebono Anderlini pro libris 80» (1447 feb. 8); cfr. n. 5.1 (154).34

48. Delibera del consiglio della comunità di Padova di stanziare 100 ducati l’anno per coprire la spesa della riparazione del coperto ligneo della basilica danneggiato dalla pioggia (1447 mar. 29)

49. «Vendita ad Ogniben [Anderlin] nodaro: campi 33 alla Stanga» (1447 giu. 7)

50. I massari dell’Arca, accettando in tribunale un precedente atto risalente ai Carraresi, concedono in livello perpetuo rinnovabile a Zanetto Petri e ad Antonio, detto Zuchoni, de Camaciis beni in Anguillara (1449 apr. 29)

51. Lucia q. Guglielmo Drappieri e moglie di Giacomo Zocchi concede in locazione una casa di legno con tetto di canne sita a Tresigallo, territorio di Ferrara, a Francesco Mainardi q. Giovanni (1449 ago. 4); cfr. n. 5.1 (154).28, 43

52. «Testamento del q. Pietro Almerigo: lassa campi 6 in Villa del Bosco» (1450 mar. 16)

53. «Testamentum domine Dominice uxoris q. Iohannis Beffa de contrada Vie Nove» (1450 lug. 16)

54. Testamento di Giovanni q. Gabriele hab. in contrada delle Torricelle a Padova (1452 ott. 2)

55. «Transactio inter dominam Isabetam et Gregorium de Colonia» (1453 set. 5)

56. «Livellus Petri Marcato per dominam Toscanam» (1454 ago. 1°); cfr. n. 5.1 (154).37, 41

57. «Testamento del signor Francesco q. Gaiardo» (1455 ago. 20)

58. Francesco Roselli q. Antonio, chiede ai frati del Santo riuniti in capitolo di poter seppellire il padre nella parte settentrionale della chiesa (1456 giu. 15)

59. Il dottor Alvise Zocco q. Paolo da Vò e Francesco q. Gaiardo costituiscono loro procuratore generale Nicolò, figlio del dottor Michele Savonarola (1457 mag. 5)

forature evidenti, tracce di sigillo aderente, presumibilmente di cera

60. «Sentenza a favor di domina Giacoma vedova del capitan Gattamellata» rappresentata da fra Giacomo Dal Santo (1458 nov. 7)

61. «Quietation Gatamelata et Lion»: Giacoma, vedova di Erasmo da Narni detto Gattamelata, e le figlie del q. Gentile da Leonessa (1458 dic. 12)

62. Lucia q. Guglielmo Drappieri da Ferrara e vedova di Giacomo Zocchi revoca la procura a Pietro Folchi di Cristoforo Nicolò e costituisce suo procuratore Francesco Mainardi da Ferrara (1459 ago. 4); cfr. n. 5.1 (154).28, 43, 51

63. «Emptio domine Lucie unius domus Ferrarie a commissariis domini Iacobi de Zochis sui mariti» (1459 ott. 25); cfr. n. 5.1 (154).28

forature

64. Sentenza arbitraria nella vertenza tra Pietro Marcato e Toscana vedova di Bartolomeo, orefice (1460 gen. 7)

65. Le monache del monastero di San Prosdocimo in Padova, riunite in capitolo, investono a titolo di livello perpetuo il maestro Martino strazarolo q. Domenico, abitante in Santa Maria in Vanzo, di una casa solerata con coppi e corte sita in piazza Castello (1460 mar. 19)

66. «Livelo fato per ser Domenego de Viale, lanaro, a Zuane, becharo, del Conselve de champi 4 prà in Terarsa» (1460 dic. 22)

67. Guglielmo Bevilacqua q. Francesco da Verona investe a titolo di livello perpetuo Antoniolo q. Nicolò da Narni, abitante a Montagnana e rappresentante di Giacoma, vedova del Gattamelata, di vari pezzi di terra siti in differenti località (1461 set. 26): in duplice copia

68. «Confessio librarum 300 fatta ser Domenico Vitalis [lanaro] cui successit Archa» (1462 mar. 4) cfr. n. 5.1 (154).66

69. «Legalità della procura rogata da Federico Figolin per eccellentissimo [Girolamo] Campagna ad agendum»: ducale di Marino Grimani (1504 nov. 6)

foratura da taglio

Credits

L’inventario in formato digitale è stato curato da Giorgetta Bonfiglio-Dosio, sulla scorta dell’edizione a stampa: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Giulia Foladore, Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Inventario, Padova, Centro studi antoniani, 2017, voll. 3 (Varia, 60)

Orari di apertura

CHIUSURA ESTATE 2019:
DAL 23 LUGLIO AL 22 AGOSTO COMPRESI. 
Riapertura MERCOLEDI’ 28 AGOSTO 8:30-12:30 e 14:30-18:30

L’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio è aperto solo su appuntamento con i seguenti orari:

Mercoledì ore 8:30-12:30 e 14:30-18:30
Giovedì ore 8:30-12:30

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