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 Serie 18

Fattore citta 01


 

AMMINISTRAZIONE CENTRALE (FATTORE DI CITTÀ)

1513-1804

Unità archivistiche: regg. 69 + fasc. 1

La serie comprende le scritture contabili prodotte nell’ambito dell’amministrazione centrale a Padova dal fattore di città, che era un salariato, sebbene di alto profilo e responsabilità. L’esistenza di un fattore, non meglio precisato se di città o di campagna, è attestata fin dagli inizi della storia dell’ente Arca: in una delibera del 4 ottobre 1520 si legge di una «renovatio factoris», chiaro indizio che fin dal secolo XVI l’amministrazione quotidiana del patrimonio dell’Arca era affidata a personale dipendente con un incarico a termine, il cui operato era sottoposto all’esame della presidenza allo scadere del mandato. I primi capitoli che elencano i compiti del fattore furono emanati il 19 marzo 1548. Da essi si ricava che egli durava in carica 3 anni, doveva possedere un proprio cavallo, con cui recarsi due o tre volte alla settimana in Anguillara per riscuotere i crediti dell’Arca e le somme riscosse dovevano essere consegnate settimanalmente al massaro cassiere, il quale ogni tre o quattro mesi verificava e approvava i conti. Per le modalità di elezione era prevista una rosa di canditati che erano votati dai massari ed era eletto il candidato che otteneva il maggior numero di voti. Pochi anni dopo, il 30 gennaio 1558, l’Arca deliberò che il fattore restasse in carica soltanto un anno e il suo mandato dovesse essere sottoposto a ballottazione ogni anno a Natale.

Nuovi capitoli sui compiti del fattore furono approvati il 26 aprile 1634: oltre alle mansioni sopra descritte, al punto quattordicesimo si legge che i conti del fattore registrati nel libro, giornale, al termine del suo anno di incarico, erano esaminati da due presidenti a ciò deputati dal collegio; il suo «maneggio» era poi sottoposto al voto della presidenza che, in caso di riscontro positivo, approvava anche la riconferma dell’incarico per l’anno successivo.

Nelle delibere, nei giornali di cassa (serie 12) e nei libri giornali di questa serie si osserva l’utilizzo dei termini di fattore e di agente indistintamente come sinonimi.

Con il progressivo aumento del patrimonio fondiario dell’Arca a metà del sec. XVII, l’autorità centrale avvertì l’esigenza di ricorrere a due figure di salariati, due fattori, dediti il primo all’amministrazione del patrimonio, mobiliare e immobiliare, presente in città, il secondo a quello esistente in campagna (serie 20). Il 17 dic. 1653 furono approvati per l’appunto i capitoli del fattore di campagna.

Compito del fattore di città era dare esecuzione alle decisioni della presidenza, di amministrare con cura il patrimonio dell’Arca, di effettuare i controlli contabili per individuare crediti esigibili e di dar corso alle azioni di recupero delle somme dovute dai debitori.

La serie è stata articolata in due sottoserie: la prima (n. 1-31) comprendente scritture contabili di controllo con le quali verificare la riscossione di canoni di affitto e di livello, oltre alle oblazioni, e fondare le azioni di recupero dei crediti; la seconda (n. 32-70) composta dai libri giornali tenuti, a partire dal 1634, secondo le disposizioni assunte dall’Arca con la delibera dell’8 giugno 1633, dalla quale si evince, senza ombra di dubbio, che la tenuta di tali documenti erano competenza del fattore di città.

I registri in forma di grossa vacchetta sono organizzati in sei sezioni: 1) «Scosso» che registra tutte le entrate in denaro; 2) «Speso» che registra tutte le uscite in denaro; 3) «Intrada di cera» che registra i movimenti in entrata delle candele sotto differenti forme; 4) «Usita di cera»: che registra i movimenti in uscita delle candele sotto differenti forme; 5) «Intrada di formento»; 6) «Usida di formento». La struttura per sezioni perdura fino al 1661, anno in cui fu eliminata dal nuovo fattore di città Giovanni Battista Scarella. Le registrazioni erano effettuate dal fattore di città, periodicamente, solitamente ogni tre mesi, i conti erano chiusi e riscontrati dal presidente cassiere che attestava e sottoscriveva la regolarità della gestione contabile. Nel Settecento le ispezioni ai libri giornali del fattore di città divennero mensili ed erano effettuate e sottoscritte dai due presidenti alle liti, uno regolare e uno secolare. La seconda sottoserie è abbastanza completa, in quanto si evince, anche sulla scorta delle segnature originarie, una lacuna fra il 1640 e il 1645.

*Inventario a stampa, p. 1145-1163.

 

Sottoserie 1 – Scritture contabili specifiche

18.1 1513 ago. 22-1542 giu. 16
Riscossioni del fattore di città

fattori di città: Antonio da Carrara, Giacomo Pecin, Perdocimo Beretaro

Reg. cart.

Credits

L’inventario in formato digitale è stato curato da Giorgetta Bonfiglio-Dosio, sulla scorta dell’edizione a stampa: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Giulia Foladore, Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Inventario, Padova, Centro studi antoniani, 2017, voll. 3 (Varia, 60)

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