Chiudi
 Serie 24

Carteggio 800 900 01


 

CARTEGGIO OTTO-NOVECENTESCO

1856-1968

Unità archivistiche: regg. e fascc. 5755 (escluso il materiale in appendice)

La serie del carteggio amministrativo otto-novecentesco, attualmente lacunosa, in quanto mancante dei documenti prodotti nella prima metà del XIX secolo, è stata più volte rimaneggiata nel corso degli anni. Continua idealmente la serie 8 – Lettere e carteggio di antico regime, anche se le modalità di produzione, registrazione e stratificazione subiscono un significativo cambiamento a partire dal 1° gennaio 1812, come documenta la serie 22 – Protocolli. In quell’anno, infatti, l’Arca adotta il sistema di gestione documentale denominato “registratura” che prevede talune attività archivistiche e l’uso concomitante di alcuni strumenti: la registrazione a protocollo (registro di protocollo), la classificazione (titolario o quadro di classificazione) e la fascicolazione (repertorio dei fascicoli). Mentre si sono conservati i registri di protocollo dal 1812, scarse sono le notizie dirette ed esplicite circa i quadri di classificazione via via adottati: si conosce solo con certezza quello in uso nel 1820 (si veda il cappello introduttivo alla serie 22). Qualche indicazione è fornita da 28 cassette del periodo 1809-1830 con dorso parlante, rinvenute vuote, ma originariamente contenenti gli “esibiti”, vale a dire le lettere pervenute, e da 2 buste, nelle quali sono state collocate camicie originarie relative al periodo 1831-1890, rinvenute vuote, sparse nell’archivio. Le indicazioni scritte sui dorsi delle buste e sui piatti anteriori delle camicie consentono di avere un’idea, per quanto approssimativa, dell’organizzazione originaria dell’archivio prima delle manomissioni novecentesche. Tale indicazioni, abbinate agli indici di classificazione segnati sui registri di protocollo, permettono di ricostruire in via ipotetica i titolari adottati nel corso del tempo.

Si è invece rinvenuto, risalente al 1954, una specie di quadro di classificazione (riportato in calce), sviluppato su due livelli (categoria e classe), elaborato probabilmente – almeno a giudicare dalla scrittura – da Cesare Canella, avvocato e segretario dell’Arca dal 1919 al 1955, e utilizzato erroneamente per rilevare e riscontrare (attività testimoniata dalla lettera R scritta in inchiostro rosso) il carteggio prodotto in precedenza. Tale anomalo strumento si presenta nella duplice versione manoscritta e dattiloscritta, condizionato in tante camicie quante sono le categorie. All’interno di ciascuna camicia si trovano tanti sottofascicoli quante sono le classi. In certi casi la copia dattiloscritta introduce qualche innovazione rispetto al manoscritto. L’intervento del 1954, peraltro mai deliberato dalla Presidenza, come risulta da riscontri puntuali effettuati sui verbali delle riunioni dal 1952 al 1955, sconvolge drammaticamente l’ordine originario del carteggio e assegna a ciascun fascicolo, costituito artificialmente una segnatura archivistica non in linea con la struttura originaria.

Su questa situazione deteriorata interviene ulteriormente p. Giovanni Luisetto, direttore della Pontificia Biblioteca Antoniana, il quale, senza disporre dell’atipico quadro di classificazione del 1954, ridefinisce un ordine ingiustificato, distribuendo i documenti in fascicoli che non tengono conto degli indici di classificazione scritti sui protocolli e predisponendo una descrizione di taglio storiografico per ciascun fascicolo, evidenziando e descrivendo dettagliatamente di volta in volta i documenti a parer suo più interessanti. I documenti di molti dei fascicoli per oggetto creati dal Canella sono stati condizionati da p. Luisetto senza un criterio evidente in fascicoli più grandi sui quali ha apposto un’ulteriore segnatura. Inoltre all’interno di ciascun fascicolo i documenti sono stati numerati progressivamente a matita, ripartendo da 1 per ciascun fascicolo. Le buste, tutte moderne, dentro le quali sono stati inseriti i fascicoli non hanno numero di corda progressivo, ma recano scritto sul dorso categoria e classe (grosso modo quelle del “titolario” del 1954). All’interno di ciascuna busta la numerazione dei fascicoli ricomincia da 1. Nel Catalogo di p. Luisetto i fascicoli sono individuati dal numero che hanno acquisito all’interno di ciascuna busta ed è indicato il numero di documenti contenuti. A tutto ciò si aggiunga che rispetto a quanto “fotografato” dal Catalogo di p. Luisetto si sono verificate ulteriori manomissioni. Per rendere “usabile” il Catalogo, che comunque nel tempo ha costituito l’unico strumento di accesso al carteggio non si è sconvolto ulteriormente l’ordinamento esistente, per quanto non originario, e si è mantenuta la distribuzione del materiale in fascicoli. A ciascun fascicolo è stato assegnato un numero identificativo progressivo, che corre indipendentemente dalla busta o cassetta nella quale i fascicoli sono contenuti, indicata in testa a ciascun gruppo di fascicoli, introdotta da «L». Sono stati inseriti nella descrizione, con l’indicazione mancante, e numerati anche i fascicoli descritti da p. Luisetto, ma attualmente non rinvenuti. È stato considerato titolo testuale quello che compare sulla camicia e che si ricava dall’elenco/quadro di classificazione del 1954. Nella descrizione sono riportati, oltre agli estremi cronologici, la segnatura, il rinvio puntuale alla descrizione di p. Luisetto, informazioni migliorative o correttive della descrizione del Catalogo.

 

Sono state rinvenute anche due buste non inserite nel Catalogo di p. Luisetto: i documenti e i fascicoli in esse contenuti sono stati inseriti in maniera coerente e descritti.

Nei fascicoli del carteggio si trovano anche alcuni disegni, ricollegabili a serie contenenti materiale iconografico nelle quali esistono documenti simili riconducibili al medesimo affare: per non sconvolgere l’assetto dato da p. Luisetto, tale materiale, la cui descrizione è stata compiuta da Maria Beatrice Gia e da Deodato Tapete, è stato lasciato nei fascicoli del carteggio, con opportuni rinvii dalle serie relative ad artisti e lavori eseguiti in basilica fra Otto e Novecento.

In coda è stato collocato, in ordine cronologico materiale di varia natura non descritto dal Catalogo di p. Luisetto.

*Inventario a stampa, p. 1305-1593.

 

 

Titolario atipico del 1954

Categoria Classe Fascicoli nn.
I. Amministrazione I. Presidenza: sedute 1-77
II. Ufficio, archivio, leggi e regola-menti 1-32
III. Personale

Sottoclasse: impiegati n. 4 (ex)

1-75
IV Cause e atti legali 1-105
III. Personale

Sottoclasse: officiatori n. 5 (ex)

1-182
III. Personale

Sottoclasse: inservienti n. 6 (ex)

1-175
Annotazioni mancanti
II. Finanze I. Proprietà-catasto-acquisti e vendite 1-84
II. Affittuali città e comuni diversi 1-83
III. Imposte e tasse 1-62
IV Canoni e livelli attivi 1-80
V Canoni passivi 1-66
VI. Contabilità e cassa 1-154
VII. Eredità-elemosine-donazioni

mansionerie

1-195
VIII. Bilanci-costi-registri vari

Sottoclasse 1: Bilanci preventivi

Sottoclasse 2: Bilanci consuntivi

Sottoclasse 3A: Registri vari

Sottoclasse 3B: Giornali di cassa

Sottoclasse 3C: Quaderni attivi

Sottoclasse 3D: Quaderni passivi

Sottoclasse 3E: Monti materiali

e generi

1-78

1-95

1-23

1-90

1-32

1-13

1-6

III. Lavori I. Lavori basilica e manutenzione fondi 1-361
II. Assicurazioni 1-47
IV Funzionamento basilica I. Officiatura basilica 1-84
II. Cappella Musicale 1-225
Allegati: professori d’orchestra 1-157
Allegati: maestri di Cappella 1-15
Allegati: cappellisti 1-223
V Biblioteca-Museo-Opere d’arte Classe unica 1-99
VI. Oggetti diversi Classe unica 1-368
VII. Anguillara I. Uffici di Anguillara

Sottoclasse 1: amministrazione

in genere

Sottoclasse 2: visita dei presidenti in Anguillara

Sottoclasse 3: inventari e libri di carico (registri vari)

1-108

1-33

1-26

II. Affittuali in genere

Sottoclasse 1: affittuali di campagna

Sottoclasse 2: affittuali in genere

Sottoclasse 3: aste e affittanze

di terreni

1-847

1-14

1-210

III. Manutenzione immobili

e nuove costruzioni

1-210
IV Bonifiche e lavori idraulici 1-204
V Acquisti-vendite-espropriazioni-compensi 1-157
VI. Miscellanea

Credits

L’inventario in formato digitale è stato curato da Giorgetta Bonfiglio-Dosio, sulla scorta dell’edizione a stampa: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Giulia Foladore, Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Inventario, Padova, Centro studi antoniani, 2017, voll. 3 (Varia, 60)

Orari di apertura

RIAPERTURA ARCHIVIO DELLA VENERANDA ARCA DI S. ANTONIO MERCOLEDì 1 SETTEMBRE SOLO SU APPUNTAMENTO CON GREEN PASS.

Si avvisano i signori Studiosi che, ai sensi del D.L. 23 luglio 2021, n. 105, recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche”, a partire dal 6 agosto 2021 l’accesso alla sala studio dell’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio è consentito unicamente alle persone in possesso di certificazione verde COVID-19 (il cosiddetto GREEN PASS, che attesta una delle seguenti condizioni: aver fatto la vaccinazione anti COVID-19; essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore; essere guariti dal COVID-19 negli ultimi sei mesi) in corso di validità e previa verifica dell’identità personale.
Le informazioni sulla procedura da seguire per ottenere il GREEN PASS sono disponibili sul sito www.dgc.gov.it.

L’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio è aperto nel rispetto del protocollo di sicurezza ANTICOVID19 (MASCHERINA per tutto il tempo di permanenza in sala lettura e DISTANZA MINIMA DI M 1,5 dal personale), e solo su appuntamento con i seguenti orari:

Mercoledì  ore 9:00-12:30
Giovedì       ore 9:00-12:30

Per concordare una visita si prega di utilizzare l’apposito modulo o scrivere un’e-mail a:
archivio.arcadisantantonio@gmail.com