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 Serie 50

Cappelle radiali san leopoldo 01


 

CAPPELLE RADIALI: CAPPELLA DI SAN LEOPOLDO

1901-1925

Unità archivistiche: disegni 7

La serie è costituita da 7 fra progetti e cartoni, che documentano le fasi di progettazione per la decorazione pittorica della cappella di San Leopoldo.

Nel 1900 si resero disponibili i finanziamenti per la decorazione della cappella austro-ungarica dedicata a san Leopoldo e nel mese di febbraio del 1901 la Veneranda Arca stabilì una serie di criteri cui avrebbero dovuto attenersi gli artisti.

L’unico che presentò il proprio progetto e che attirò subito l’attenzione dei committenti fu “Fugel da Monaco”, che, sostenuto da p. Alessandro Radovanovich, ottenne l’incarico nonostante le perplessità iniziali di Camillo Boito.

Tre dei progetti (50.2-50.4) appartengono, dunque, a Gebhardt Fugel, che si occupò esclusivamente della decorazione pittorica dell’intera cappella.

Rispetto alla catalogazione precedente (1995), questi tre disegni presentano un lieve peggioramento dello stato conservativo.

Un ulteriore progetto (50.1) è di Ferdinand Stufflesser, scultore austriaco (1855-1936), cui fu affidata la realizzazione dell’altare ligneo dedicato a san Leopoldo nell’omonima cappella. Originario di Ortisei in provincia di Bolzano, nacque nel 1855 e si dedicò fin da giovane alla scultura, in particolar modo all’incisione del legno. Nel 1875 decise di aprire il proprio studio e di iscriverlo nel registro delle imprese; la ditta, attiva ancora oggi a Ortisei, è giunta alla quinta generazione di scultori.

Fu sempre p. Radovanovich a suggerire il nome dello scultore altoatesino e si rivolse a Camillo Boito per ottenere ancora una volta la sua approvazione. Il progetto presentato da Stuflesser piacque molto all’architetto che ne evidenziò, in una lettera alla Presidenza dell’Arca, il «molto pregio artistico».

I lavori, ottenuta l’approvazione del progetto da parte della Commissione provinciale e della Giunta superiore di belle arti, nonostante alcuni problemi iniziali sul compenso da elargire a Fugel, iniziarono nel 1904 e durarono pochi mesi: la cappella fu ufficialmente inaugurata il 13 giugno 1905.

La costruzione dell’altare, invece, tardò a causa della difficoltà incontrata da p. Radovanovich nel reperire i fondi; l’altare fu ufficialmente esposto al pubblico il 12 giugno del 1906.

Per la realizzazione degli arredi sacri fu contattata attorno al 1907 la ditta orafa monacense F. Harrach & Sohn ben presto sostituita dalla ditta Fratelli Vezzetti, di cui si conserva solo un progetto per una croce.

Il fallimento della ditta Vezzetti, tuttavia, costrinse la Veneranda Arca a rivolgersi ad un’altra ditta, la padovana Parnigotto Capovilla, della quale ad oggi è custodito solo un disegno per un candelabro.

Le ultime tre unità archivistiche, invece, riguardano la cancellata di ingresso alla cappella austro-ungarica.

Le prime due sono state realizzate dalla ditta Joseph Frohnsbeck di Monaco, cui si deve la prima cancellata della cappella, l’ultima è opera della ditta udinese Calligaris Alberto, cui fu affidato nel 1925 il rinnovamento di tutti i battenti in ferro delle cappelle radiali.

*Inventario a stampa, pp. 1999-2001.

 

50.1 [1901]
Progetto per l’altare ligneo

Autore: Ferdinand Stuflesser

St. cons. Buono, un po’ ingiallito

Credits

L’inventario in formato digitale è stato curato da Giorgetta Bonfiglio-Dosio, sulla scorta dell’edizione a stampa: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Giulia Foladore, Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Inventario, Padova, Centro studi antoniani, 2017, voll. 3 (Varia, 60)

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