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 Serie 47

Achille casanova 01


OPERE DI ACHILLE CASANOVA

1898-1948

Unità archivistiche: disegni, spolveri e affreschi 1.046

La serie è costituita da 364 disegni, 11 affreschi su supporto mobile (mattone o canniccio) e 671 spolveri e veline, per lo più inediti, realizzati dall’artista bolognese Achille Casanova (1861-1948) come studi preparatori e materiale grafico usato nel pluridecennale cantiere pittorico per la decorazione della basilica di Sant’Antonio. Il presente inventario aggiorna il lavoro di schedatura pubblicato da Castellani (1995, 1996) e lo amplia, includendo materiale emerso durante la ricognizione condotta da gennaio a luglio 2013. A tale data, tuttavia, risultano non rintracciabili 116 disegni precedentemente documentati. Inoltre, come attestato da Castellani (1995) e dalla scritta su una delle cartelle di disegni, risulta mancante un ulteriore disegno, non identificato, individuato con la segnatura “CSA 642”. L’esordio ufficiale del cantiere casanoviano può essere fissato al 12 maggio 1900 quando Achille Casanova ottenne l’incarico per la decorazione delle pareti della basilica. Ciononostante, i progetti a firma di Casanova, Edoardo Collamarini e Alfonso Rubbiani (47.672-47.674) risalgono al 1898 e attestano la partecipazione dell’artista al concorso indetto dalla Presidenza della Veneranda Arca nel 1897.

Le unità archivistiche 47.675-47.1045 documentano il procedere del cantiere pittorico attraverso le seguenti fasi: saggio di prova (1900-1902); prima fase ornamentale (1902-1907); seconda fase (1907-1925); ultima fase (1931-1943).

In seguito alla morte di Casanova, il 14 giugno 1948 la Presidenza dell’Arca tramite il suo segretario Cesare Canella, comunicò l’accettazione del lascito dell’artista ed entrò in possesso del materiale artistico oggi costituente la presente serie. A quella data risale la costituzione delle tre buste di spolveri e veline ad opera di Canella. Tali unità archivistiche coprono l’intero arco temporale del cantiere pittorico casanoviano e rappresentano il materiale grafico usato dall’artista e dai suoi collaboratori per il trasferimento a parete dei soggetti figurati, delle decorazioni e dei motivi architettonici. Le differenze di tipologia del supporto cartaceo, tecnica grafica e impiego a parete rendono questo materiale estremamente eterogeneo, per il quale sussiste in molti casi l’impossibilità di pervenire a un’univoca attribuzione al solo Casanova e a una precisa collocazione temporale di esecuzione. Alcuni disegni si riferiscono a lavori esterni al cantiere della basilica del Santo, che furono commissionati all’artista bolognese durante il suo soggiorno padovano e che entrarono a far parte comunque del lascito testamentario: il 47.65 che è un progetto del rosone dell’oratorio della Villa Miari de’ Cumani a S. Elena d’Este in provincia di Padova, dove Achille Casanova risulta attivo negli anni 1909-1915; i disegni 47.163, 47.169 per il duomo di Lendinara in provincia di Rovigo; il 47.171 è un progetto di un edificio a due piani non identificato; infine 47.1046 è un prospetto delle facciate ovest del palazzo di re Enzo e palazzo del Podestà a Bologna.

Le unità archivistiche di questa serie sono state ordinate in ordine cronologico tenendo in considerazione lo svolgimento del cantiere pittorico; sono state mantenute a parte e collocate in testa alla serie le tre buste di spolveri e veline costituite da Cesare Canella. L’autore, se non indicato altrimenti, è Achille Casanova.

Per le unità archivistiche inedite e per quelle edite e rintracciate nel corso della ricognizione, lo stato di conservazione è aggiornato alla data di luglio 2013. Diversamente, per le unità archivistiche edite ma mancanti, tale informazione è dedotta dalla letteratura e documenta lo stato di conservazione alla rispettiva data di pubblicazione.

*Inventario a stampa, pp. 1799-1992.

 

Sottoserie 1: Spolveri e disegni raccolti da Cesare Canella

 

Il Canella, dopo la morte del Casanova (14 giugno 1948), raccolse il materiale in tre buste di cartone:

1) «Casanova Achille. Spolveri, schizzi, disegni ecc. Poco o nessun conto» contenente i n. 47.1-47.285
2) «Casanova Achille. Spolveri, schizzi, disegni ecc. Poco o nessun conto» contenente i n. 47.286-47.661
3) «Carta da imballo» usata come raccoglitore di sagome, disegni e spolveri, contenente i n. 47.662-47.671

 

47.1 [1902-1943]
Decorazione architettonica (modanature e plinto)
Spolvero, matita nera, matita rossa, inchiostro nero su carta da spolvero, bucherellato; cm 122 x 98
St. cons. Discreto, strappi ang. inf. sinistro e marg. sinistro, schizzi e macchie nel quarto inf. destro

Credits

L’inventario in formato digitale è stato curato da Giorgetta Bonfiglio-Dosio, sulla scorta dell’edizione a stampa: Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Giulia Foladore, Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Inventario, Padova, Centro studi antoniani, 2017, voll. 3 (Varia, 60)

Orari di apertura

L’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio è aperto nel rispetto del protocollo di sicurezza anticovid19, solo su appuntamento e con i seguenti orari:

Mercoledì  ore 9:00-12:30
Giovedì       ore 9:00-12:30

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